Dormire una notte nel deserto del Sahara con la tormenta di sabbia

Dormire una notte nel deserto del Sahara con la tormenta di sabbia

Oggi vi voglio raccontare della mia fantastica esperienza nel deserto del Sahara, perché dopo anni che desideravo dormire in una tenda in mezzo al deserto, nel mio weekend lungo in Marocco sono riuscita ad esaudire questo sogno e anche se le cose non sono andate come mi aspettavo, ne sono rimasta pienamente soddisfatta.

Partiamo subito dalle informazioni pratiche, per arrivare nel deserto si può partire da Fez, come abbiamo fatto noi, con un viaggio in macchina di circa 7 ore, altrimenti da Marrakech è ancora più lungo ed è consigliabile fare degli stop perché solo il trasporto dura circa 9 ore.

Noi ci siamo appoggiati all’agenzia Sahara Desert Travel gestita dalla gentilissima Elena e Alì, per avere un driver privato a nostra disposizione e il servizio è stato veramente ottimo, ci è venuto a prendere la mattina alle 8.30 al nostro Riad a Fez e ci ha lasciato a Merzouga dove ci sono le partenze dei cammelli per arrivare al campo tendato nelle dune di Erg Chebbi che raggiungono un’altezza di 150 metri. Naturalmente anche i 2 giorni trascorsi in auto (andata e ritorno) meritano molto per il paesaggio in continuo cambiamento e per le soste che abbiamo fatto per visitare altre città e ammirare panorami unici, ma questo è un altro racconto che leggerete nel prossimo articolo.

Come ho anticipato prima, il nostro primo approccio con il deserto marocchino, non è stato come ce lo aspettavamo, diciamo che non è stato proprio come qualsiasi persona se lo immagina, perchè normalmente si pensa al deserto come un posto caldo, con un sole pazzesco e un cielo limpido senza nemmeno una nuvola, effettivamente è questo quello che si trova in internet se si digita deserto del Sahara o se si cercano le foto su Instagram, be mi dispiace deludervi, ma da noi non sentirete descrivere questa esperienza paradisiaca, perché più ci avvicinavamo in auto e più il cielo si tingeva di giallo, in lontananza si vedeva una foschia diventare sempre più fitta coprendo quasi interamente la visibilità e la nostra auto veniva scossa violentemente da forti raffiche di vento. Noi eravamo ancora increduli che questo fosse realmente il deserto quando il nostro fidato driver ci ha spiegato che anche se marzo non è il periodo, dal giorno prima era in atto una tempesta di sabbia molto forte e lui, essendo originario di una famiglia di nomadi del deserto, se ne intendeva e la cosa lo elettrizzava e così facendo cercava di trasmetterci la sua euforia dicendo che questo è il vero deserto e che noi avevamo l’occasione di viverlo veramente come le persone del posto. 

Naturalmente il suo entusiasmo non ci ha contagiato e anche se lui ha cercato di convincerci in tutti i modi di fare ugualmente il trekking tra le dune con i cammelli per raggiungere il nostro campo tendato al tramonto (che di tramonto vi assicuro c’era gran poco), abbiamo preferito farci accompagnare con il 4×4 che serviva per il trasporto delle valigie e dopo una sosta tea alla menta e pasticcini in una bellissima kasban, abbiamo affrontato la furia della tempesta a tutta velocità tra salti, sgommate e visibilità bassissima. 

Arrivati al nostro campo tendato di lusso dopo circa 15 minuti, il Sahara Stars Camp, sembrava che ci fosse stata la terza guerra mondiale e mentre il personale ci accoglieva con la solita dolcezza e premura offrendoci un altro tea, biscottini e frutta secca, noi eravamo incantati a guardare il disastro che era in atto, le raffiche di vento avevano creato delle dune proprio nella piazzetta centrale del campo, i tappeti e lanterne romantiche erano stati spazzati via e i vortici di sabbia cercavano di infilarsi ovunque. 

In mezzo alla tormenta ci hanno accompagnato alla nostra tenda e appena entrati sembrava di essere entrati in un libro di favole, tutto era perfettamente al posto giusto per creare un ambiente romantico da mille e una notte. Una volta dentro sembrava di essere in un mini appartamento e non in una tenda in mezzo al niente, la camera era spaziosa e ben arredata con un lettone, un appendi abiti, una cassettiera, un tavolino e un super specchio, poi separato da un telo si accedeva al nostro bagno privato con wc, lavandino e doccia con acqua calda.

Con tutto questo lusso ci siamo goduti la nostra tenda concedendoci una bella doccia calda e un pò di relax prima di recarci nella tenda ristorante per gustare una cena deliziosa e curata nei minimi dettagli. Inoltre io non mangiando carne, ho chiesto di variare il piatto tipico di Tajine e non mi hanno minimamente fatto pesare la cosa, anzi si sono attivati subito per servirmi una tajine con formaggio di capra locale. 

Finita la cena, purtroppo visto il tempo non siamo potuti uscire e accomodarci nei divanetti nella piazzetta centrale per ammirare le stelle mentre i ragazzi del deserto facevano il loro spettacolo, ma abbiamo ugualmente goduto di quest’ultimo all’interno del ristorante, i ragazzi hanno iniziato a suonare i tamburi e cantare ed è stato veramente bello per l’atmosfera che hanno ricreato, in quel momento io pensavo che queste sono le loro tradizioni tramandate di generazione in generazione e che dopo cena per loro è sempre stato normale stringersi intorno al fuoco per ascoltare la musica beduina, cantare e stare insieme. Loro sono stati molto bravi e ci hanno anche coinvolto in questo momento gioviale di unione con gli altri ospiti del campo, facendoci provare a suonare con loro, ballare e cantare. Ricorderò per sempre le sensazioni di purezza e semplicità che mi hanno trasmesso questi ragazzi con i loro sorrisi e con la loro gentilezza e come per magia, come se i canti fossero stati una preghiera per il bel tempo, usciti dalla tenda per recarci nella nostra privata per la notte, abbiamo scoperto che la tempesta se n’era andata e sopra la nostra testa ci aspettava un cielo colmo di stelle con tutt’intorno a noi il buio più profondo. 

La notte in tenda è stata veramente unica, non mi sono addormentata subito, ma sono rimasta sveglia a ripensare a tutte le meraviglie che in così poche ore il miei occhi hanno potuto vedere e sotto le pesanti coperte che ci hanno salvati dall’escursione termica che di notte fa scendere parecchio le temperature, sono rimasta ad ascoltare un silenzio così potente che quasi faticavo a dormire perchè non sono abituata.

La mattina ci siamo svegliati presto e alle 7.00 eravamo già fuori per goderci l’alba sotto un’arietta bella fresca, vedere sorgere il sole dalle dune e illuminare di rosso la sabbia e tutto il paesaggio che ci circondava è stato veramente emozionante e qui è partita la raffica di foto per immortalare questo momento tanto desiderato e tanto atteso.

Alle 8.30 abbiamo fatto una super colazione e poi i ragazzi del campo ci hanno addobbati da nomadi con i nostri teli per coprire il volto dalla sabbia e ci hanno accompagnato ai cammelli, perchè vista la bellissima giornata questa volta non potevamo perderci l’esperienza di tornare al parcheggio dal nostro driver a Merzouga a dorso di cammello in mezzo al deserto.

I cammelli sono veramente alti e al contrario di quello che mi avevano raccomandato tutti prima di partire, sono veramente molto docili e anzi venivano spesso con il muso nelle nostre gambe a cercare coccole.

E’ stato un trekking di circa 1 ora molto semplice e  tra salite e discese ci siamo goduti il paesaggio con un bellissimo sole che iniziava a scaldarci, circondati solamente da dune di sabbia rossa, il canto del vento e il rumore degli zoccoli che affondavano nella sabbia e… lo ammetto, ci sentivamo un pò gli attori del film La Mummia.

Nei miei viaggi precedenti avevo già avuto l’occasione di vedere il deserto ma l’esperienza di dormire una notte in un campo tendato non l’avevo ancora provata e la desideravo da veramente tanto tempo e anche se non è andata come la immaginavo, devo dire che forse è stata anche meglio delle mie aspettative, ovvio la delusione di non aver visto il tramonto rimane, ma aver sperimentato anche la tempesta di sabbia non è da tutti e sinceramente è stato bello viverla, perchè in un luogo appunto desertico dove mi trovavo, vedere la forza e la potenza della natura, che in pochi secondi cambia e stravolge ogni cosa, il paesaggio e la strada, rendendolo irriconoscibile ai nostri occhi inesperti è stata un’esperienza di certo inaspettata ma che ricorderò con molto piacere. Inoltre il giorno dopo siamo stati fortunati, perchè ci è stata regalata una giornata super serena e soleggiata, il deserto disegnato e immaginato da tutti è arrivato , quindi in così poche ore che abbiamo trascorso in questo posto magico, siamo riusciti a vivere due esperienze così diverse ma così affascinanti che solo in pochi possono dire di aver vissuto.